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Un nuovo BlackBerry anti-Apple
di Nicol Degli Innocenti
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MERCOLEDÍ 08 OTTOBRE 2008
LONDRA - BlackBerry sfida la crisi: Research in Motion (Rim) si è alleata con Vodafone per creare un nuovo cellulare che verrà lanciato oggi sul mercato europeo. Il Blackberry Storm è uno smartphone con un grande schermo touchscreen multisensoriale e auto-rotante, una tastiera virtuale e funzioni multimedia, capace di realizzare anche video oltre ad avere il "classico" servizio BlackBerry della e-mail in mobilità.
L'obiettivo dichiarato è puntare a un mercato più vasto di quello del business che ha finora decretato il successo del Blackberry e di sfidare i concorrenti, da Apple a Nokia a Google. «Storm è un prodotto all'avanguardia, ma non di nicchia, è destinato a tutti i consumatori, - ha spiegato ieri Mike Lazaridis, chief executive, presidente e fondatore di Rim, in un'intervista con Il Sole 24 Ore. - Come azienda il rallentamento economico non ci preoccupa, perché il BlackBerry non è un lusso superfluo ma uno strumento di lavoro e di comunicazione. Molte aziende in fase di taglio dei costi preferiscono dare il nostro prodotto ai dipendenti invece di comprare laptop».
La crisi finanziaria ha però colpito il titolo Rim, quotato sia a Toronto che al Nasdaq. In agosto veniva scambiato a 133 dollari a New York, mentre ieri era a quota 58 dollari. «L'andamento del titolo non mi rallegra, ma in questa fase di imprevedibile e continuo crollo dei mercati non mi preoccupa, - afferma Lazaridis. - Mi interessa di più la nostra situazione reale, che è quella di una società senza debiti e con una solida capitalizzazione, e la nostra strategia di crescita, che ci ha portato a raddoppiare il business ogni anno». Il mercato ha reagito negativamente anche ai risultati semestrali del gruppo annunciati a fine settembre, che evidenziano un raddoppio delle entrate a 4,8 miliardi di dollari ma anche un raddoppio delle spese, sia di ricerca e sviluppo che di marketing relative al lancio di nuovi prodotti.
Rim, insiste Lazaridis, intende proseguire per la sua strada: «Siamo stati molto onesti e chiari sulla nostra strategia: intendiamo continuare a investire grosse cifre in ricerca e sviluppo, come abbiamo sempre fatto. Intendiamo continuare a far crescere la società puntando su nuovi mercati in crescita, dall'Italia al Giappone. Negli ultimi mesi abbiamo lanciato cinque nuovi cellulari, dal Bold al Pearl Flip smartphone a Storm, e continueremo a studiare nuovi prodotti. Siamo proiettati sul lungo termine, non sull'andamento di Borsa di oggi o sugli utili di un trimestre». I dati sulla crescita sono incontrovertibili: BlackBerry ha ora 19 milioni di abbonati e nell'ultimo trimestre ne ha aggiunti 2,6 milioni, il 60% dei quali clienti "normali", non business.
Olli-Pekka Kallasvuo, Ceo di Nokia, ha dichiarato pochi giorni fa che intende seguire le orme di Rim offrendo la combinazione di cellulare e e-mail, con l'obiettivo di superare il rivale. Anche Google e Apple affilano le armi. La concorrenza non preoccupa, assicura però Lazaridis: «Sono contento che si siano realizzate le mie previsioni. La mia visione fin dall'inizio è stata di rendere tutti i cellulari smartphone, creando soluzioni integrate senza interruzioni e complicazioni inutili. Ora che l'era dello smartphone è arrivata, è del tutto normale e salutare che ci siano altre aziende in campo. Rim ha un pedigree impeccabile, una storia decennale di crescita e di costante miglioramento del prodotto. Negli Usa abbiamo una quota del 54% del mercato smartphone. Abbiamo uno status inarrivabile nel mondo del business e ci siamo già spostati nel campo dei consumer. Il mercato è potenzialmente immenso, ci sono opportunità per tutti. Quando è stato lanciato l'iPhone di Apple le nostre vendite sono aumentate».
Il BlackBerry Storm sarà venduto in esclusiva da Vodafone in otto Paesi europei, tra i quali Italia e Gran Bretagna, mentre negli Stati Uniti sarà distribuito da Verizon. L'Italia è il mercato che sta registrando la maggiore crescita, secondo Vodafone, e l'obiettivo del lancio autunnale è conquistare il mercato natalizio, che da solo rappresenta tra il 25% e il 30% delle vendite annuali. Anche un recente studio di Morgan Stanley rileva come i consumi nel settore siano in aumento in Italia, Francia e Germania, nonostante il rallentamento dell'economia.
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